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Performance

Ogni volta che dopo una gara dici: “Ma vaffan…”

Non sono vittoria e sconfitta a determinare la tua crescita come atleta.

L’importante è comprendere se hai raggiunto l’obiettivo prefissato. Ecco 5 pensieri negativi che ogni atleta prima o poi si trova a dover affrontare. I miei consigli su come superarli.

#1 Spesso succede quando le aspettative sono deluse.

Ma che cos’è un’aspettativa? La forte convinzione che qualcosa accadrà. Oggi sono convinto di vincere, oggi convincerò l’allenatore del mio valore. E poi nulla cambia, anzi, fai una gara deludente. L’aspettativa è un po come fare per la prima volta una torta a sette veli (molto impegnativa) e credere che il risultato sia uguale a quello che trovi in una pasticceria. Evita di basare la tua prestazione su ciò che ti aspetti o su ciò che gli altri si aspettano da te.

È preferibile costruire la propria performance basandosi su obiettivi concreti a livello fisico, tecnico e mentale.

Questi obiettivi devono essere chiari, realistici e misurabili. In poche parole, scegli degli indicatori che ti permettano di capire se hai svolto bene quel compito, oppure no. Nel momento in cui ti concentri su quello che devi fare, il risultato diventa una conseguenza.

#2 Accade sopratutto quando fai un errore clamoroso, che dipende da te.

Oppure dopo una scelta sbagliata nel momento sbagliato. Forse si poteva evitare? È importante capire se hai imparato qualcosa da quell’errore, o semplicemente se dentro non ti resta altro che un rimorso. Se non lo avessi fatto? Se solo fossi riuscito?

Che ti piaccia o no, lo sbaglio commesso è un dato di fatto, non si può cambiare, è impossibile tornare indietro nel tempo.

Quello che puoi fare è chiederti: come posso evitare quell’errore? Cosa farò e come reagirò la prossima volta che si presenterà una situazione analoga?

#3 Succede quando, guardando la classifica, scopri che la vittoria o la qualifica erano a portata di mano, a un centimetro, a un millesimo.

Il vero problema si presenta nel momento in cui ti rendi conto di non aver messo in campo tutto ciò che era necessario per raggiungere quel risultato. Perdere o vincere per poco non è sotto il tuo controllo. Quello che puoi dominare è comprendere se hai raggiunto o meno l’obiettivo di performance che ti eri prefissato.

Per fare ciò, inizia a vedere vittoria e sconfitta aggiungendo a esse un aspetto interno ed esterno.

Così che perdere per pochi centimetri o pochi millesimi sarà sì una sconfitta esterna, visibile sulla carta, ma se hai fatto il tuo lavoro rispettando gli indicatori prefissati in precedenza, di certo sarà una vittoria interna. Questo ti permetterà di migliorare ancora di più la tua prestazione futura.

#4 Tu giochi bene e la tua squadra no.

La delusione in questo caso può essere portata da due fattori. Primo: tu e la tua squadra vi eravate prefissati un obiettivo comune, che non è stato raggiunto. Secondo: ti eri posto un obiettivo personale, lo hai raggiunto, ma non è bastato per vincere. Nel primo caso è necessario compiere un’analisi a livello di gruppo, analizzando la situazione per capire quale ingranaggio abbia funzionato e quale abbia invece bisogno di essere migliorato la volta successiva. Nel secondo caso, se il tuo obiettivo personale è stato raggiunto, gioisci. Elimina i pensieri negativi: non sono vittoria e sconfitta a determinare la tua evoluzione come atleta.

Ciò che ti fa crescere è portare nel tuo domani ciò che hai imparato oggi, dai tuoi successi e dai tuoi fallimenti.

Questo eleverà il tuo standard e ciò, oltre che ispirare i tuoi compagni, sarà sotto gli occhi di chi potrà permettere il tuo salto di qualità.

#5 Ti fai trascinare dalla partita e non sei tu a dominarla.

Sei in vantaggio, tutto procede bene. Magari stai vincendo. Poi qualcosa va storto, ti innervosisci, perdi lucidità, commetti un errore di troppo. Il pubblico ti toglie concentrazione e il castello di carte inizia a crollare, senza che tu possa far nulla per impedirlo o per rimetterlo in piedi. Questo capita quando i tuoi obiettivi di prestazione non sono chiari o, ancora peggio, non sono stati definiti prima.

Per avere dominio della partita ci devono sempre essere quei due, tre, quattro punti che riportino l’attenzione sul compito che devi svolgere, sull’atteggiamento da mantenere, sulle parole che possono guidarti a riportare la prestazione sui binari giusti per stimolare la miglior espressione delle tue capacità.

Ogni partita, ogni gara possono diventare un’occasione per lavorare su un aspetto della tua evoluzione come atleta. L’approccio nel pre gara, il rapporto con compagni e allenatore, la lettura dell’avversario. Se lasci che siano solo le vittorie a guidarti, il tuo processo di crescita sarà lento e sarai preda di pensieri negativi più facilmente. 

Nicola Drocco info@nicoladrocco.it
Nicola Drocco - Sport Mental Coach
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